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12/02/2013
Lardinelli e Manzotti: "Eric irriso, ma non per razzismo"
In merito alla multa comminata dal Giudice sportivo nazionale F.I.P. alla Effe Biancoblu Basket Bologna, l’Amministratore Unico dell’Aurora Basket Fileni Bpa Jesi, Altero Lardinelli, che domenica era presente al PalaDozza e sedeva nelle poltroncine riservate alla società ospite, di fianco alla panchina arancio-blu, interviene per solidarizzare con la società felsinea.
“Ammetto di essere rimasto molto sorpreso da quanto ho letto nei provvedimenti disciplinari. Ero presente al palasport di piazza Azzarita – racconta Lardinelli – e sono stato seduto per tutta la gara praticamente in campo grazie agli accrediti che ci erano stati messi a disposizione dal Club ospitante. Dalla mia posizione privilegiata, ho sentito diversi fischi e svariate offese nei confronti del nostro Griffin ogni qual volta faceva una delle sue plateali schiacciate. Da qui ad etichettare quelle manifestazioni di disapprovazione come razziste ce ne passa. Condivido pertanto quanto affermato dal presidente Giulio Romagnoli – continua l’amministratore unico aurorino –, al quale esprimo la mia solidarietà personale e quella dell’Aurora, che questi comportamenti non appartengono al DNA del pubblico del basket, abituato a vedere con la propria maglia anche 4-5 giocatori di colore in campo. Il nostro sport, per fortuna, non è il calcio e i colori che ci dividono sono solo quelli delle maglie”.
Dello stesso avviso di Lardinelli anche il direttore sportivo Federico Manzotti, che domenica era come sempre sul cubo dei cambi in qualità di dirigente accompagnatore a referto. “Quando siedo sul cubo sono molto concentrato su quello che succede in campo e non bado a quello che accade sugli spalti – riferisce il d.s. jesino –, ma non mi ricordo di aver udito gli odiosi buuu razzisti, né insulti legati al colore della pelle di Eric (Griffin, NdR). Per come sono fatto, se avessi sentito qualcosa del genere, o anche se ne avessi avuto il sospetto, mi sarei fatto sentire con forza, rimarcandolo sia con i direttori di gara che con i rappresentanti della squadra avversaria. L’unica cosa che ho notato è che il nostro americano è stato più volte ‘beccato’ dal pubblico dopo uno screzio avuto con un avversario per un contatto su una sua schiacciata. Ma la stessa cosa è capitata anche all’altro nostro giocatore americano Hoover, che ha la pelle bianca come la carta. Quindi non mi sembra ci siano gli estremi per parlare di razzismo”.
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In merito alla multa comminata dal Giudice sportivo nazionale F.I.P. alla Effe Biancoblu Basket Bologna, l’Amministratore Unico dell’Aurora Basket Fileni Bpa Jesi, Altero Lardinelli, che domenica era presente al PalaDozza e sedeva nelle poltroncine riservate alla società ospite, di fianco alla panchina arancio-blu, interviene per solidarizzare con la società felsinea.
“Ammetto di essere rimasto molto sorpreso da quanto ho letto nei provvedimenti disciplinari. Ero presente al palasport di piazza Azzarita – racconta Lardinelli – e sono stato seduto per tutta la gara praticamente in campo grazie agli accrediti che ci erano stati messi a disposizione dal Club ospitante. Dalla mia posizione privilegiata, ho sentito diversi fischi e svariate offese nei confronti del nostro Griffin ogni qual volta faceva una delle sue plateali schiacciate. Da qui ad etichettare quelle manifestazioni di disapprovazione come razziste ce ne passa. Condivido pertanto quanto affermato dal presidente Giulio Romagnoli – continua l’amministratore unico aurorino –, al quale esprimo la mia solidarietà personale e quella dell’Aurora, che questi comportamenti non appartengono al DNA del pubblico del basket, abituato a vedere con la propria maglia anche 4-5 giocatori di colore in campo. Il nostro sport, per fortuna, non è il calcio e i colori che ci dividono sono solo quelli delle maglie”.
Dello stesso avviso di Lardinelli anche il direttore sportivo Federico Manzotti, che domenica era come sempre sul cubo dei cambi in qualità di dirigente accompagnatore a referto. “Quando siedo sul cubo sono molto concentrato su quello che succede in campo e non bado a quello che accade sugli spalti – riferisce il d.s. jesino –, ma non mi ricordo di aver udito gli odiosi buuu razzisti, né insulti legati al colore della pelle di Eric (Griffin, NdR). Per come sono fatto, se avessi sentito qualcosa del genere, o anche se ne avessi avuto il sospetto, mi sarei fatto sentire con forza, rimarcandolo sia con i direttori di gara che con i rappresentanti della squadra avversaria. L’unica cosa che ho notato è che il nostro americano è stato più volte ‘beccato’ dal pubblico dopo uno screzio avuto con un avversario per un contatto su una sua schiacciata. Ma la stessa cosa è capitata anche all’altro nostro giocatore americano Hoover, che ha la pelle bianca come la carta. Quindi non mi sembra ci siano gli estremi per parlare di razzismo”.
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